Re Stelvio 2018

8 Luglio 2018 Re Stelvio.
Anche quest’anno il team si è iscritto per affrontare una delle salite più famose e ricche di storia del ciclismo: Lo Stelvio!
Sì, dai, si fa. No problem, in qualche modo in cima ci arriviamo.
La domenica mattina, dopo una ricca colazione in Hotel per ricaricare le batterie e mettere le giuste energie nelle gambe, abbiamo preparato le bici e siamo partiti per il centro di Bormio dove ad attenderci c’era un pulmino per la consegna delle sacche con gli indumenti per il cambio che ritroveremo in cima allo Stelvio. Ci guardiamo intorno e notiamo che tutto è pronto, le griglie sono gremite di atleti, sole e cielo terso all’orizzonte. Lo Stelvio è lì, nascosto dalla vallata e si porta dietro tanti dubbi e tante promesse. C’è chi ha un conto aperto con la montagna e vuole migliorare il tempo dello scorso anno e chi invece ha in mente le gesta eroiche di quel ciclismo in bianco e nero d ‘altri tempi, quelli di Coppi, che saliva lassù tra due ali di neve su una strada sterrata .
Prima di addentrarci in griglia, decidiamo di fare una sgambata in agilità lungo la strada che porta a Cepina e, come noi, tanti altri lo fanno. Quando si affronta una scalata come lo Stelvio partendo da Bormio è meglio non sottovalutare la situazione, soprattutto quando lo start è praticamente in salita. Scaldare un po’ le gambe è sempre meglio.
Ora è tutto pronto e anche noi ci sentiamo protagonisti ! Qualche foto di rito poi si entra in griglia.


Inizia il sogno, si inizia a salire. La strada che hai aspettato per mesi adesso è sotto le tue ruote e si inclina sempre di più. Prima ti permette di parlare poi, piano piano, il rumore delle voci si affievolisce fino a sparire e si sente solo il fruscio di un cambio regolato male e il respiro che si fa sempre più frequente. Dopo il secondo chilometro regna il silenzio e il rumore della fatica!
I tornanti sono ben 40 ma i primi due non vengono neanche contati, la pendenza media è di poco superiore al 7%, con un dislivello complessiva di 1533 metri, poi un lungo tratto quasi rettilineo con un po’ di gallerie le quali ci danno un po’ di respiro e riparo dal sole. Continuiamo a salire guardando in basso e quando alzi gli occhi e allunghi la vista vedi in lontananza una serpentina che disegna il profilo della montagna. I puntini che si muovono lenti sono ciclisti che, come te, stanno scalando il versante più spettacolare dello Stelvio. Mentre si sale e si volge lo sguardo verso la valle, è emozionante vedere quella serpentina di tornanti alle tue spalle, prova tangibile che la scalata che stai facendo non è solo un sogno. Di fronte a noi si può ammirare la cascata d’acqua che scorre impetuosa tra le rocce nella valle del Braulio, il paesaggio è davvero suggestivo. Continuiamo ad arrampicarci e la fatica comincia a farsi sentire, siamo alla terza casa cantoniera ( bivio per il passo dell’Umbrail ). Quest’ ultimo tratto va affrontato non solo con le gambe ma anche con la testa, la salita si fa durissima e per complicare ancora di più le cose, l’altitudine gioca il suo ruolo. Ma questo non fermerà la voglia di vetta, mancano 5 chilometri, quindi un sorso alla borraccia, qualche gel e siamo di nuovo in pista. Pensandoci bene, il ciclismo trova la sua essenza proprio in salite come questa, sulle strade mitiche, ricche di storia e fascino.
Ad un tratto, dopo un tornante, a dx uno striscione per avvisarci che la fatica è quasi finita:
“ Ultimo Chilometro” ! In lontananza si intravede lo scollinamento, le forze sono al limite ma la voglia di raggiungere i 2758 s.l.m è tanta: ancora uno sforzo, giù la testa e via che si spinge, ultimi metri … riga , bip. Fatta!


Aspetto i miei compagni che arrivano uno dopo l’altro, ci guardiamo con un sorriso di soddisfazione, la fatica è finita, ora rimane la gioia! Ci spostiamo vero la tensostruttura dove troviamo i nostri sacchi con gli indumenti asciutti. Dopo esserci cambiati, ci dirigiamo al pasta party per recuperare un po’ di energie prima di riprendere la via di casa. Al suo interno un brulicare di persone intente a consumare la propria porzione di pasta e l’immancabile birra. Con i compagni abbiamo condiviso le impressioni e le difficoltà che ognuno di noi ha provato. Qualcuno di noi ha già promesso a se stesso che l’anno prossimo farà meglio, sintomo di un ritorno su una salita che ha scritto intere pagine di ciclismo.
Mi guardo intorno e vedo con molto piacere un amico, con il quale abbiamo passato tutto l’inverno in palestra ad allenarci pedalando insieme a spinning.
La giornata sportiva sta volgendo al termine, in molti si stanno preparando per il rientro a Bormio e facciamo anche noi lo stesso. Prendiamo le bici che sono al parco chiuso, ci spostiamo verso la discesa e prima di agganciare la scarpetta al pedalino mi godo ancora per un attimo la linea del traguardo, il panorama che ci circonda e poi via, giù per quella discesa di ben 21 chilometri, ripercorrendo quella strada che fino a qualche ora fa era una sfida.