Meglio una compatta 52/36 o 50/34?

Noi alla HVCT siamo pronti a confermarlo: per quanto ci riguarda, siamo convinti che una 52/36 sia migliore sotto molti aspetti. Premettiamo che in precedenza abbiamo pedalato con un rapporto inferiore per ben tre anni, per poi montare un’ibrida con 52/34. Siamo quindi in grado di esprimere il nostro giudizio sulla base di esperienze ciclistiche concrete. 

1 – Gli RPM

Se viaggiamo a 45 Km/h con un rapporto 52/11, arriviamo a 75 RPM, mentre se manteniamo la stessa velocità ma adottiamo un 50/11, saliamo a 78 RPM. Con questo dato abbiamo notato una concreta differenza nelle prestazioni a medio e lungo termine: durante una corsa di gruppo ci si affaticherebbe meno e questo non è affatto un dato da trascurare, soprattutto per quelle gite fuori porta che aggiungono alla distanza e ai continui saliscendi anche il vento. 

2 – Rapporti più agili, meno problemi

Con questa combinazione non siamo costretti ad innescare dei rapporti troppo duri, obbligando così la catena ad subire un maggiore attrito a causa del forte disallineamento sui pignoni. Il tutto si riduce ad una minore usura dei componenti, preservandoli così da frequenti sostituzioni, una qualità di pedalata migliore sia in termini di performance che in termini di comportamento meccanico. Oltre ad avere più agilità, ci si diverte di più. 

3 – Pedalata rotonda

Il passo costante e veloce di una buona pedalata, a prescindere dalle condizioni della strada, dalla pendenza o da altri fattori esterni, dipende molto dal rapporto impiegato.

4 – catena in linea

L’importanza di avere una catena ben allineata si evidenzia soprattutto in quelle attività ciclistiche che oggi richiedono l’utilizzo del monocorona per motivi puramente pratici e agonistici, come ad esempio la MTB o l’All Mountain. In questi casi si nota in modo più accentuato come l’asse della catena in tensione sia fortemente obliquo tra la corona anteriore e il pacco pignoni, provocando un maggiore attrito delle maglie sui denti di entrambi i componenti e la conseguente usura, ahimè rapidissima. Con un rapporto a 11 o 12 velocità che impieghi un monocorona, ad esempio, noterete che ad ogni uscita si dovrà ripulire la catena da quel sottile strato di limaglia ferrosa. Lo stesso vale per le nostre bici da strada, sulle quali pedaliamo per macinare una quantità molto maggiore di chilometri. 

5 – I soldi in tasca

La conseguenza di pedalare con un rapporto con 12 pignoni è quella di dover montare materiali più sottili che lavorino all’interno dello stesso spazio di un pacco da 11 o, addirittura, da 10. Il tutto si ridurrà pertanto ad una minore resistenza – e durata – della catena e si dovrà sborsare prima e con più frequenza del denaro che avremmo anche potuto risparmiare con qualche piccolo accorgimento in più. 

In definitiva, secondo noi è più importante mantenere una pedalata più rotonda e agile, montando anche un rapporto più robusto che ci consenta di risparmiare energie durante le sessioni di sforzo fisico più intense. 

 

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http://www.kmcchain.it

Buona pedalata a tutti!