La Mitica

Un uomo è solo al comando, la sua maglia è bianco celeste il suo nome Fausto Coppi 
Questa è una delle famose frasi che rimangono indelebili nel tempo, pronunciate dal radiocronista Mario Ferretti durante il giro d’Italia del 1949 nella tappa Cuneo – Pinerolo.

Oltre a questa celebre frase se ne trovano altre in Castellania, paese natale di Fausto Coppi dove quest’anno ricade il centenario dalla sua nascita. Nel calendario delle ciclostoriche non poteva mancare una manifestazione con partenza e arrivo a Castellania e noi del Team High Voltage non potevamo mancare. Domenica 30 giugno eravamo presenti ad onorare questo grande campione che ha fatto scrivere intere pagine di storia del ciclismo. Il nome di questa manifestazione è LA MITICA!

Non essendo mai stato a Castellania ho fatto qualche ricerca scoprendo che questo piccolo paesino è popolato da soli 91 abitanti, situato a 400 metri s.l.m. e il punto più alto è il monte Campo Grande a 505 metri s.l.m. Certo è che questo paesino immerso nei colli Tortonesi trasuda di storia a due ruote.

Per arrivare a Castellania attraversiamo piccoli paesini intervallati da colline coltivate. Oltre a queste distese di verde non passano inosservate quelle gigantografie in bianco e nero poste lungo la strada che ritraggono momenti di vita dell’epoca, quasi a volerti introdurre mentalmente in un periodo passato. Più ci si avvicina a Castellania è più diventa evidente la presenza di Fausto; i muri hanno scritte e immagini che ricordano le sue imprese intervallate da gigantografie di Coppi e di suo fratello Serse.

Ci si accorge subito quando si arriva a Castellania perché c’è un vecchio edificio che un tempo era uno snodo di una centralina elettrica, completamente dipinto di rosa e a tutta altezza c’è una gigantografia di Coppi. Non appena svoltata la curva che ti porta nella piccola piazzetta dove prenderà il via la manifestazione, tutto cambia. O mio dio! Dove sono! Non posso crederci, quella curva in realtà è unostargate del tempo! All’improvviso mi ritrovo negli anni 50/60. Incredibile! Che le bici fossero d’epoca ne avevo coscienza, ma qui è tutto d’epoca, c’è anche l’auto della Salvarani di un tempo, la maggior parte dei presenti indossa la maglia in lanetta, i guanti in cordura, il casco, se così si può definire, o il classico cappellino da ciclista con gli sponsor dell’epoca. Addirittura il megafono dello speaker era di quei tempi, un tubolare di ferro per amplificare la voce. Fantastico! Luca per questo centenario ha indossato la divisa della Bianchi, per ricordare Coppi. Una maglia azzurra con pantaloncini neri e l’immancabile cappello con visiera. Io invece ho indossato la divisa della Molteni – Arcore, un omaggio al grande Eddy Merckx.

Continuo a guardarmi intorno e solo ora posso ben comprendere i racconti di mio fratello Luca quando mi diceva che queste ciclostoriche ti trasmettono un’emozione singolare. Luca ha già partecipato ad un’altra ciclostorica ,“LA DUCALE” a Vigevano e dai suoi racconti mi ha incuriosito fino a spingermi nel partecipare alla Mitica. Parcheggiamo l’auto e scarichiamo le nostre bici vintage, una Bianchi del 73 e una Colnago del 72 e ci avviciniamo alla partenza. L’atmosfera che si respira è ben diversa dalle moderne GF, qui non si avverte la tensione della competizione, non si scruta l’avversario, non ci si accalca nella griglia. Non esiste il cambio elettronico o le ruote con il profilo alto, il carbonio è una parola che non è stata ancora inventata. Qui le bici sono in solido acciaio.

In queste ciclostoriche prevale la voglia di pedalare rievocando il tempo passato, in armonia con gli altri, ammirando il paesaggio circostante. Alla Mitica, la massima velocità è 25 km/h. Anche le salite si affrontano in modo diverso, quelle più impervie e ripide si fanno a piedi, nessuno ti giudicherà, anche perché la cassetta posteriore non arriva al 30, il massimo è il 26!

Il percorso che abbiamo scelto è di 70 km, intervallati da strade asfaltate con strade bianche, ovvero di strade con fondo non asfaltato in omaggio al ciclismo epico. Un saliscendi tra le colline del tortonese dove un tempo Fausto insieme a suo fratello Serse si allenavano. Tra i partecipanti c’è anche la pronipote di Girardengo e il figlio di Fausto, Faustino che dopo un breve ringraziamento ha dato il via a questa ciclostorica. Si parte tutti insieme, nessuno allunga il passo e si scende verso Volpedo, prima sosta in Piazza IV Stato dove c’è la riproduzione del famoso dipinto, ma anche un ristoro di tutto rispetto. Non manca nulla, dalla classica banana a delle mega fette di crostata da accompagnare con un buon succo di frutta e per i più esigenti, un bel bicchiere di vino rosso. Un modo per far conoscere la qualità dei prodotti eno- gastronomici del territorio.

La seconda sosta invece è stata a Tortona alle ore 11. Questa non è solo una sosta tecnica per ricaricare le energie, bensì una vera e propria festa d’accoglienza ai mitici. Ad attenderci c’erano le Bellezze in Bicicletta di Tortona in stile retrò. La piazza allestita per il ristoro era anche un luogo dove si ascoltavano e ballavano musiche swing con la Band Gypsy Club. Anche i più piccoli erano coinvolti con giochi dell’epoca. Inoltre per chi era abbigliato in tema vintage c’era un piccolo omaggio a ricordo di questa giornata di festa.

Tortona è stato anche il luogo della separazione dei percorsi. Per il rientro verso Castellania abbiamo affrontato un settore di strada bianca conosciuta come “La RAMPINA”. Una ostile salitella sterrata seguita da un più agevole e panoramico tratto in falsopiano immerso nei vigneti e nei colori estivi delle colline, che ci hanno dato modo di riprendere fiato e di ripararci da un sole bollente. Prima di raggiungere l’ambito striscione del traguardo posto proprio di fronte a Casa Coppi, ci sono ancora alcuni tornanti che ci separano ma giusto qualche colpo di pedale e ci siamo. Al traguardo ad attenderci c’è lo speaker che, vedendoci in lontananza, ci invita ad una volata verso quel traguardo che un tempo, non molto lontano da noi, Fausto Coppi tagliò, consacrandolo per sempre un campione.

Ritiriamo la t-shirt gialla con la stampa della mitica che ci consegnano subito dopo il traguardo e passando vicino a casa Coppi fa sempre un certo effetto. Guardando il balcone ho immaginato Coppi e suo fratello Serse, entrambi affacciati, a ridere e scherzare godendosi questa festa a loro dedicata. Ora che tutto è finito non ci rimane che ricaricare le energie quindi, tutti nel cortile di casa Coppi per il mitico Agnolotto Party!

Estendo l’invito a tutti, almeno una volta, a partecipare a queste ciclostoriche perché sono d’avvero fantastiche ed emozionati. Un particolare ringraziamento va a mio fratello Luca che mi ha dato l’opportunità di conoscere un altro modo di vivere le due ruote.