La 100 Km di Varese

Non si fa in tempo ad archiviare una sfida che subito il team ne affronta un’altra!
Enrico, dopo l’avventura alla GF Laigueglia, ha voluto raccontare Varese, una gara di 100 Km della categoria Udace in memoria di Matteo Roma, a scopo benefico e il Team High Voltage non poteva mancare ad onorare e sostenere questa iniziativa.

Al via si sono presentati Enrico, Daniele e Gianluca.
La partenza questa volta non è stata all’alba ma alle 7 della domenica mattina, con ritrovo ai Carabinieri di Seregno. Quando ci siamo incontrati le nostre facce erano un po’ assonnate, ma il tragitto per raggiungere Varese, circa un’ora, ci ha dato il tempo di arrivare a destinazione svegli e pimpanti. La strada non era trafficata e tra una chiacchiera e l’altra ci siamo ritrovati a Varese.

Scarichiamo le bici dalla macchina e ci dirigiamo verso il parco chiuso dove effettuiamo l’iscrizione e il ritiro dei numeri di gara. Prima della consegna del pacco gara, ci verificano anche il tesserino e solo a questo punto siamo davvero pronti ad entrare in griglia.
Il tempo sembra scorrere velocemente, 15 minuti e la gara avrà inizio.
Come sempre, prima di entrare nel vivo della competizione, do un’ultima occhiata alla bici, una stretta al laccino del casco, qualche battuta con i miei amici e compagni di gara e ci siamo.
Questa volta la partenza è a categoria, quindi dopo il primo start alle 9:45 in sequenza partiranno altri gruppi con intervalli regolari di 10 minuti.
Ok! il primo gruppo è partito, a breve sarà il nostro turno .
È arrivato il nostro momento, ci avviciniamo alla partenza, siamo uno accanto all’altro, c’è chi abbozza un sorriso, chi invece è estremamente concentrato. Ci siamo! 

Ecco! Start!!

Il gruppo ha preso il via e dopo pochi metri dalla partenza il ritmo é pazzesco, violento. Guardo il mio Polar e segna ben 50 Km/h, una velocità folle ma non mollo e tengo il passo pensando che sarà la solita sparata di inizio gara e che a breve il ritmo si ridimensionerà. Passano i minuti ma il ritmo è sempre incalzante, non si rallenta e 50 km/h sono davvero troppi.

Mi giro, non vedo i miei amici ma sento distintamente i loro pensieri fatti di imprecazioni e disappunto. Decido di mollare il gruppo di pazzi dopo aver percorso solo 15 Km e mi aggrego ad un altro gruppetto che prosegue ad una velocità accettabile, tra i 35- 40 km/h.

Ora posso alzare la testa e godermi anche il paesaggio che mi circonda. La giornata è perfetta così come la temperatura, il gruppo è compatto e il ritmo rimane costante, mi sto divertendo. Imbocco una curva stretta che immette in un viale di sole rotonde. Il gruppo rallenta improvvisamente e dopo alcuni metri capisco il motivo. Per due corridori la gara è terminata per una caduta. Il mio pensiero va subito a quei 50km/h di prima e spero per loro che non sia davvero nulla di grave. Proseguo il mio giro con il mio gruppetto di ciclisti ma i 4 giri del lago di Varese incominciano a farsi sentire, tant’è che il ritmo incomincia a calare al punto di condurci fuori tempo massimo.
Per me e per il mio gruppo purtroppo il cancelletto per proseguire la gara si è simbolicamente chiuso e i giudici non possono fare altro che ritirarci il numero, regalandoci però la possibilità di proseguire.

Dopo quasi 3 ore sui pedali arrivo anch’io al taglio del traguardo, stanco ma soddisfatto. Mi guardo intorno e saluto il mio gruppetto di ciclisti con il quale ho condiviso questa stupenda gara.

Ma che fine hanno fatto Daniele e Gianluca? Dentro di me li immagino seduti ad un tavolo a dissetarsi con una buona birra! Ah! Eccoli lì che se la ridono. Appena mi vedono alzano la mano per attirare la mia attenzione. Mi avvicino e ci scambiamo le prime impressioni sul dopo gara. Loro hanno mollato prima, il ritmo era davvero troppo sostenuto.

Non posso dargli torto, ma ho tenuto duro finché potevo e poi ho mollato.
Mentre ci stiamo confrontando i nostri sguardi incrociano quello di una persona nota nel mondo dello spettacolo, Filippa Lagerbäck.
La conosciamo come modella, mamma, conduttrice TV, ma Filippa Lagerbäck, e non tutti lo sanno, è anche una ciclista. Nel 2013 ha scritto un libro dal titolo “Io pedalo. E tu?”. Con questo libro propone un punto di vista pratico, femminile e green. Inoltre racchiude consigli per non rinunciare mai a sentirsi bene, a pedalare in sicurezza, a essere più consapevoli dell’ambiente e a riscoprire le nostre città. Ci aiuta a scegliere la bici più adatta a noi e ad occuparsi della manutenzione, oltre a tanti suggerimenti per le ciclabili più belle d’Europa e per progettare viaggi indimenticabili.

Ci avviciniamo e scambiamo due parole con lei, prima di salutarla immortaliamo questo incontro inaspettato.
Bene! Ora è arrivato il momento di prepararci per il rientro a casa, ci cambiamo, carichiamo le bici in macchina e siamo pronti.
Lasciamo Varese stanchi ma contenti, felici e soddisfatti per aver pedalato e partecipato attivamente a questa gara a sfondo benefico.
Anche a Varese il Team High Voltage c’era!

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti gli sponsor che rendono questo possibile!

Il Team!