Iseo 2018

Eccoci di nuovo in pista per una trasferta d’eccezione: il Team è andato a Iseo per aspettare la 17^ tappa del giro d’Italia, 155 km con partenza da Riva del Garda e arrivo a doppio passaggio a Iseo.
La partenza prevista da Seregno è stata alle 7:00 per evitare il traffico delle prime ore del mattino. Caricate le Bici in auto ci siamo mossi verso Milano per imboccare l’autostrada che ci porterà a destinazione. La preoccupazione di tutti era il meteo, nella notte ha scaricato un bel pò d’acqua costringendoci a rivedere l’abbigliamento. Usciti dall’autostrada verso le 8:00 abbiamo deciso di fare una sosta per mettere in moto non solo le gambe ma anche la pancia, infatti alcuni di noi,oltre al caffè, si sono mangiati anche un panino spinti dalla fame mattutina.
Con un occhio sempre rivolto verso il cielo per controllare la situazione meteo abbiamo raggiunto il paese di Colombaro, da qui siamo partiti per il giro in senso orario del lago d’Iseo.
Appena arrivati a Sarnico è spuntato finalmente il sole cambiando radicalmente il paesaggio: colori, temperatura e profumo d’estate ci hanno inevitabilmente portati in “modalità vacanza”.
Costeggiando il lago alle porte di Sarnico è impossibile non notare il cantiere navale che produce barche di lusso dal 1842, un made in Italy di eccellenza con un marchio inconfutabile, “Riva”.
Dò un’occhiata al computer della bici, l’andatura è costante dandoci modo di apprezzare appieno il paesaggio, ma quando si vuole allungare il passo c’è chi con un fischio seguito da una parola che ormai è slogan “…Respira”, riporta tutto alla normalità.
Il nostro giro prosegue passando per diversi paesi quali Predone, Gallinarga, Portirone, Lovere, Toline, Marone, Sulzano. Quest’ultimo è famoso per la partenza della passerella temporanea dell’artista Christo, che permetteva di camminare a pelo d’acqua mettendo in comunicazione la terra ferma con Monte Isola e San Paolo.
Dopo circa 65 km arriviamo a Iseo: l’aria di festa aleggia tra la gente, la città è abbellita con fiori, bandiere e palloncini il cui colore predominante è l’inconfondibile rosa.
Ci dirigiamo verso il centro e facciamo capolino all’arrivo, dove troviamo già i primi appassionati intenti nel prendere posizione lungo le transenne per godersi la volata finale. Dopo le classiche foto di rito decidiamo, vista l’ora, di rifocillarci in uno dei tanti baretti lungo le sponde del lago.
Decidiamo di prendere un mega panino accompagnato da una bottiglia fresca di Satèn e tra un bicchiere e quattro chiacchiere abbiamo incontrato Giuseppe Rivolta, volto molto noto nel mondo del ciclismo: direttore di corsa e organizzatore di moltissime gare, è indubbiamente riconosciuto dal mondo delle due ruote come il numero uno del Giro Rosa Cycling Race. Anche lui con altri amici ha deciso di pranzare li. Il nostro atleta Vittorio F. conosce bene Giuseppe e subito iniziamo a parlare del mondo delle due ruote e della passione per questo sport.
Dopo pranzo decidiamo di percorrere l’anello di Franciacorta dove già alle prime ore del pomeriggio il traffico era stato chiuso alle auto, solo bici ammesse. Una sensazione strana, la strada tutta tua, per tutto l’anello c’era sempre qualcosa che ricordava l’evento, sponsor del tour, gente in attesa, tornelli che indicavano i chilometri prima del traguardo ecc… Sono sincero, per un istante mi sono sentito protagonista del giro.
Ci siamo posizionati a circa 800 metri dal traguardo in attesa del gruppo, in lontananza si sentono gli elicotteri che seguono il giro dall’alto e non posso non notare le nuvole minacciose che spinte da un forte vento, si fanno sempre più vicine. In attesa degli atleti, presi da una sete a cui non potevamo resistere, ci siamo bevuti un paio di birrette e nel contempo abbiamo assistito a uno scambio di idee tra alcuni attivisti e la gente del posto mettendo in atto un simpatico siparietto. A esprimere il proprio parere è intervenuto anche il nostro atleta Gatti D., il quale, comprendendo alla perfezione il dialetto locale, ha dato man forte ai sui compaesani.
Passa il corteo di sponsor e a seguire i primi poliziotti che controllano che tutto sia ok. Da li a cinque minuti arrivano i primi corridori, scatta un boato di applausi e una serie di urla incomprensibili mirate ad incoraggiarli a tenere duro. Dopo un nonnulla ecco il gruppo: uno sciame di atleti che sfrecciano davanti ai nostri occhi, a velocità così elevata da renderli quasi indistinguibili. Ho preventivamente deciso di filmare il passaggio utilizzando la funzione slow-motion del cellulare, così in un secondo momento mi sono visto nel dettaglio tutti gli atleti, da Froome a Viviani godendomi i particolari delle loro bici e non solo.
Ecco… no! Le prime gocce di pioggia si fanno sentire, il vento si fa sempre più forte e il cielo ha un colore blu scuro che mette quasi paura. Abbiamo sperato fino all’ultimo che non piovesse ma… al tempo non si comanda!
Nel giro di pochi minuti e quasi in contemporanea al secondo passaggio della gara è arrivato un forte scroscio di pioggia, rendendo il manto stradale scivoloso e mettendo tutti in massima allerta: poco prima dell’arrivo c’è una curva molto pronunciata e se si sbaglia l’ingresso c’è la possibilità che qualche atleta possa scivolare con tutte le conseguenze del caso. Nonostante le avversità meteo la gara si è conclusa senza incidenti con una formidabile volata di Elia Viviani portandolo sul gradino più alto del podio e vincendo così la 17^ tappa del giro.
Non ci rimane che rientrare alla base; strada facendo abbiamo commentato questo giro, fantasticando su chi fosse il favorito che potesse vincerlo. Una volta giunti alla base, ci siamo docciati e ripuliti da quegli schizzi di fango e sporco che ci hanno maculato le gambe. Riposta la divisa del team nello zaino e ricaricato le bici in macchina, abbiamo fatto tappa nello stesso bar del mattino, questa volta per fare un aperitivo e chiudere in bellezza una splendida giornata in compagnia di amici.
Un particolare ringraziamento va al nostro atleta Gatti D. che ha messo a disposizione la casa di sua moglie come punto di appoggio.
Grazie e alla prossima!