L’importanza di un buon…. posteriore

Il fondo sconnesso di un single track di montagna lascia molti spunti all’immaginazione, ma sul lato pratico c’è poco da fare i superiori, se non si sa bene come andar per monti… La caduta rovinosa è quasi assicurata per chi prende alla leggera certe uscite!

Di recente ho cambiato il copertone posteriore della mia full, che monta cerchi da 27.5″ e una sezione che può andare fino ai 2.6″. In genere, utilizzo questa bici per i percorsi di montagna, dove le salite più impervie si percorrono su sterrati sconnessi, ghiaioni e boschi con radici. Quando scendo, utilizzo molto il freno posteriore per controllare le andature sul tratto tecnico, oltre che sul veloce.

Sul tecnico c’è la necessità di tenersi ben aggrappati al terreno (che sia di sasso, pietra aguzza, radici o terra battuta umida) per non scivolare e prendere velocità dove non è consigliabile farlo: mi vengono in mente le discese lisce dopo un giorno di pioggia, oppure le pietre rotolanti di un sentiero del CAI, che si muovono in continuazione.

Sul tratto veloce, invece, occorre che la copertura dello pneumatico sia in grado di rallentare in modo significativo la massa deportante del mezzo e del nostro corpo, che si affida a quei pochi centimetri quadrati di gomma su cui si sostiene. In entrambi i casi, per quelli che come me usano le full per divertirsi, i talloni esterni sono qualcosa di essenziale. Guai a non avere quelli giusti!

Ho provato uno pneumatico nuovo, con la stessa sezione che ho montato sull’anteriore: i tasselli laterali sono meno accentuati e c’è più spazio tra loro ed inoltre sono più bassi. La mia scelta è stata dettata dal fatto che in derapata, o in curva veloce, la bici è più controllabile e si piega più in fretta nei repentini cambi di direzione. Per frenare prima di ogni tornante a gomito, per esempio, la bici è più prevedibile e quindi divertente, si pinza solo il minimo per sculettare con il posteriore e… voilà, si esce dritti come fusi per il successivo tratto! Ma questi vantaggi, nella maggior parte dei casi, valgono soprattutto per le front e le XC come quelle che ha il sottoscritto. Queste bici vanno benissimo su campagne e saliscendi poco pronunciati, sono velocissime e consentono di sfruttare al massimo l’inerzia in salita. La loro cinematica è nata appositamente per percorsi più veloci e meno stressanti. Le pieghe in curva e i rilanci in salita sono davvero divertenti, a prescindere dal diametro delle ruote. Avere meno grip sul posteriore di una XC assicura più divertimento e la sicurezza non viene meno a tal punto da desiderare un triciclo.

Il problema di coperture con spalle meno importanti e morbide sul posteriore è quindi molto più accentuato per le full; si pone quando si prende molta più velocità in discesa, oppure quando si ha la necessità di avere tutto il grip possibile per assicurarsi stabilità ed equilibrio durante un attraversamento molto più tecnico. In questi casi la ruota, anche se bloccata quasi completamente, continua a scivolare a valle e il retro treno esce più facilmente dalla traiettoria impostata, il carro diventa incontrollabile e ci tocca appoggiare i piedi o, alla peggio, sbattere forte contro qualche pianta… Che fare?

Negli ultimi anni stiamo assistendo a dei progressi tecnologici notevoli, che offrono le opportunità a chiunque di trovare il proprio equilibrio ideale tra divertimento e sicurezza. Non tutti dispongono di una bici XC e di una full all’occorrenza, quindi c’è da investire qualche Euro in più almeno per i materiali giusti e sperare di trovarli al più presto, senza ricorrere a salassi esorbitanti. Certo è che, con una front, il vantaggio di avere meno tasselli sul posteriore non peggiora troppo la situazione sui percorsi per i quali è stata concepita, mentre per una full la faccenda cambia, e anche di molto.

Il mio consiglio per chi ha una full, o una all mountain ed è in procinto di scegliere la gomma posteriore, è quello di scegliere uno pneumatico che abbia le stesse caratteristiche di quello anteriore. Magari con una mescola più dura, ma niente altro. Stessa sezione, ma, soprattutto, molti tasselli. Di sicuro farete più fatica in salita (sul catrame vi sembrerà di essere fermi…); faticherete di più a piegare in curva la bici, soprattutto a cambiare improvvisamente andatura sui saliscendi tortuosi e a svicolare tra pietre e radici scoperte, ma ne guadagnerete in sicurezza e, per me, in questo caso, questo fattore è il più importante di tutti, perché permette di raggiungere un livello di divertimento superiore, una volta presa la mano.

Un altro fatto da considerare, inoltre, è che l’abbondanza di tasselli imponenti presenti sulla spalla dello pneumatico posteriore permette – letteralmente – di dimenticarsi di frenare (beh, qualche volta…) e di intraprendere andature più audaci, veloci, di saltare con più sicurezza gli ostacoli. Passare oltre. L’atterraggio in velocità risulta più prevedibile e quindi ci consente di stabilire un feeling più aggressivo, senz’altro più confidente.

Il discorso cambia invece per le xc, soprattutto per quelle che montano le ruote da 29″. Con una scarsa copertura laterale sul posteriore, manovrare queste bici su percorsi veloci e saliscendi di ogni tipo, purché non siano troppo tecnici o difficoltosi, sarà uno spasso! Se però pedalate spesso per sentieri di montagna, è meglio abbondare con la gomma…