Il Tempio della Velocità

La primavera è incominciata e con essa le buone abitudini si risvegliano. In questo periodo dell’anno, da aprile a giugno, il tempio della velocità apre le porte a coloro che, per vincere l’attrito tra gomma e asfalto, hanno bisogno di due gambe. Di cosa stiamo parlando? Dell’autodromo Internazionale di Monza. Un circuito che venne costruito nel 1922 per volere dell’Automobile Club di Milano per commemorare il venticinquesimo anniversario dalla fondazione. Dopo diverse vicissitudini storiche e restyling, oggi il tracciato brianzolo è il più veloce tra quelli inseriti nel calendario di F1. (Il record assoluto del circuito è di 1’19″119 con una media di 263,587 km/h stabilito da Kimi Räikkönen nella sessione di prove libere).
Il circuito viene utilizzato anche per altre numerose manifestazioni, corse di beneficenza, concerti e in alcune occasioni è stato anche teatro di partenze e arrivi di alcune tappe del Giro d’Italia. La più recente risale al 2017 dove gli atleti della carovana rosa affrontavano l’ultima tappa del giro, con la 30 km di crono individuale che prese il via proprio nel circuito brianzolo, con l’arrivo al Duomo di Milano.

Ma non solo! Un altro evento di rilievo è la 12H Cycling Marathon di Monza che come ogni anno si terrà nel mese di settembre. Una gara che per gli appassionati di bici è un richiamo alla presenza, una 12 ore di emozioni, di velocità, di sudore e fatica. Un sogno che per molti, ma non per tutti, prende il suo via alle 19 del sabato e si trasforma in realtà alle 9 della domenica, quando tutto è finito, quando tutto quello che avevi l’hai dato lì, in quella notte, dall’alba al tramonto. Solo chi ha corso questa gara sa cosa vuol dire! La 12H Cycling Marathon fa parte dell’ “Endurance Cycling Circuit” che unisce tutte le gare di ciclismo endurance (di 6, 12 e 24 ore) che si disputano in autodromi di fama internazionale, in Europa e non solo.

Tornando invece a noi… il Team non poteva mancare a queste aperture infrassetimanali. Infatti, appena possibile, ci si trova li dalle 18:30 alle 20 per pedalare e allenarci tutti insieme. Quando arriviamo nel parcheggio in prossimità dei box, si nota subito un brulicare di gente intenta nei preparativi prima di entrare. Molti dei presenti hanno le bici da corsa, altri i pattini in linea, chi la MTB e chi invece ha deciso di correre a piedi su questa pista. La distanza complessiva del tracciato brianzolo è di 5,7 Km. Un’altra cosa che non passa inosservata è la presenza dei bambini, con le loro biciclette. Li vedi super gasati e trepidanti nell’attesa che si apra il cancelletto per poter percorrere con le loro biciclette tutte colorate questo circuito, immaginandosi magari di essere alla guida di una monoposto da F1 e lanciarsi a tutta velocità tra quelle curve e rettilinei da mozziafiato, che solo Monza può vantare di avere.
A poco a poco il nostro team comincia ad arrivare, c’è chi arriva in bici a Monza per essere già carico e con le gambe calde, altri invece se la sono portata direttamente dal posto di lavoro, adagiata nel bagagliaio dell’auto pronta per l’allenamento. Sono le 18:35 e intorno a noi ci sono altri team: dai loghi e dagli sponsor sulle loro maglie è evidente che arrivano da tutta la brianza. Oggi ci siamo quasi tutti, alcuni purtroppo per vari impegni non sono potuti venire, quindi decidiamo di iniziare la pedalata. I primi giri sono di riscaldamento, di chiacchiere con il compagno, di quello che si penserà di fare nel week-end e di dove si trascorreranno le prossime vacanze estive. Il gruppo è ancora compatto e a colpo d’occhio oggi ci saranno dai 50 ai 70 ciclisti. Il ritmo è ancora accettabile ma ben presto la cadenza di pedalata incomincerà ad aumentare e di conseguenza velocità e battito cardiaco. Le voci che prima erano forti e confuse si abbassano lentamente, lasciando il posto al rumore delle ruote sull’asfalto miscelato all’inconfondibile ronzio meccanico delle bici in gruppo.
Per stare al passo con il team e con il resto del gruppo, bisogna rimanere in scia di chi ci precede, così da mantenere la velocità senza affaticarsi troppo. L’andatura è buona e i parametri come battito, cadenza e velocità sono nella norma. Ad un certo punto il compagno di fronte a me si fa da parte, facendomi capire che vuole il cambio…ok, è arrivato il mio momento, devo tirare il gruppo. Non appena si fa da parte, si esce inesorbilmente dalla scia ed è come sbattere contro un muro d’aria che ti rallenta di 3-4 Km/h. La pedalata che prima era disinvolta e fluida, ora si fa intensa e dura, al punto da costringerti a cambiare rapporto per poter riprendere velocità. Man mano che l’asfalto del circuito scorre sotto la tua bici, il fiato si fa corto, il battito aumenta, ma ti senti bene e continui con questo ritmo. Ti volti un istante e vedi che il tuo gruppo è ancora a ruota e decidi di provare ad allungare ma senza esagerare. Aumenti graduatamente la pedalata e ti incurvi sul manubrio per essere più aerodinamico. Poi, quando decidi di mettere il “turbo” e posizioni il cambio con il rapporto più lungo spingendo sui pedali con maggior intensità, la fatica comincia a farsi sentire, le gambe, i polpacci e ogni altro muscolo interessato alla pedalata si contraggono fino a farti avvertire una sensazione di bruciore. Nonostante tutto rimani a testa bassa, concentrato sulla pedalata, hai l’impressione che tutto quello che ti circonda in quel momento improvvisamente svanisca, rimanendo solo con la tua bici. Una sensazione strana ma appagante che puoi far durare quanto vuoi, o meglio, per quanto ne hanno le tue gambe. Dai un occhiata al tuo Polar e vedi il battito che è al limite, ma tieni duro ancora qualche instante, non molli. Nella tua testa riecheggia una sola frase: “ancora qualche metro, ancora qualche metro !!”. Lo sforzo è intenso, i parametri oltre il limite e a quasto punto decidi che è arrivato il momento di chiedere il cambio. Ti fai lentamente da parte dando modo al compagno che ti segue di superarti e prendere la testa del gruppo. Ora toccherà a lui spingere sui pedali. Ti accodi al gruppo dove avrai modo di respirare, bere e ricaricarti, pronto per condurre e spingere nuovamente il tuo team.
I minuti scorrono, il cielo incomincia ad imbrunire , sono quasi le 20 e il circuito a breve chiuderà. Un ultimo giro in agilità per sciogliere le gambe e riprendere fiato. Ci fermiamo al traguardo e nell’attesa che tutti arrivino, si fanno i conti sulla nostra performance e inesorabilmente scattano i confronti tra di noi. Nasce così una simpatica competizione dei numeri. C’è chi ha fatto 7 giri, chi 5, chi 9, chi ha tenuto testa al gruppone facendo una buona media, chi invece ha rallentato il ritmo e così via, riportando il sorriso sulle nostro facce, che fino a qualche minuto prima esprimevano fatica e stanchezza.
L’appuntamento è rinnovato alla prossima apertura e il Team non si farà sfuggire l’opportunità di pedalare e allenarsi in questo tempio, sinonimo di velocità, performance e leggenda.